Il PICCHIO

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Il Picchio, disco del mese su BlowUp Magazine – ottobre 2017
“L’esecuzione di De Gennaro ribadisce quanto ascoltato nelle precedenti incisioni: la contemporanea si può togliere dal piedistallo e rendere fruibile al massimo grado” Piercarlo Poggio

Il Mucchio Selvaggio Magazine – ottobre 2017
“De Gennaro è il miglio percussionista italiano, e si rispecchia così nell’animale dei cieli che predilige il martellamento sonore per eccellenza..Musica colta che tenta di abbattere gli steccati concedendo grandissimo potere alla fantasia” Elena Raugei

Chaindlk – settembre 2017
“If the composers’ name don’t give it away, rest assured you are in for 35-40 minutes of stochastic, angular, unapologetic, contemporary pioneering experimental music..” Marc Urselli

The New Noise – settembre 2017
 ”Il Picchio di Sebastiano de Gennaro è, senza mezzi termini, un grandissimo disco. Cinque composizioni per una quarantina di minuti di meraviglia..”  Nazim Comunale

AN (ALMOST) ORNITHOLOGICAL INTRODUCTION
Woodpeckers are the percussionists of birds. They do have their own calls and songs, but those funny flying creatures are definitely infamous for their drumming, which can be surprisingly loud. (Bet their winged neighbours don’t get on with them) So the name of Sebastiano De Gennaro’s own recording for 19’40” should come as no surprise, given that he is in fact the ‘woodpecker’ of Italian musicians. In fact, the classical-trained, former punk rocker from Brianza (Stendhal’s favourite corner of the Peninsula) had already proven his love for Avifauna in the past: Ornithology, out of his underrated All My Robots album, is a tribute to that other environmentalist in disguise, Olivier Messiaen, who penned several birdsong-inspired composition, including his famous Le réveil des oiseaux and Catalogue d’oiseaux. In its long history, classical music has had quite a thing for ornithology: from plane imitation (think of Vivaldi’s cuckoo in his Concerto in A Major RV 335, or Sergei Prokofiev’s quacking oboe in Peter and the Wolf) to sampling (Respighi’s I pini di Roma is thought to be one of the earliest examples), birds have extensively populated the work of many composers, to the point that we now have have branch of musicology dedicated to the study of the music of animals, zoomusicology, in which our lovely Avifauna holds a big stake. So, next time you hear a woodpecker distinctive sound, think of it as the latest addition of the family, thanks to Sebastiano De Gennaro (and Louis Andriessen)… “Now give the drummer some”!

Francesco Fusaro

INTRODUZIONE (QUASI) ORNITOLOGICA

I picchi sono i percussionisti del mondo volatile. Come gli altri loro colleghi, hanno anch’essi vari richiami sonori e canti, ma sono sicuramente più famosi per il loro martellamento, che sa essere piuttosto rumoroso (c’è da scommettere che non vanno particolarmente d’accordo con i loro vicini di casa). Quindi il titolo della nuova uscita di Sebastiano De Gennaro per 19’40’’ non dovrebbe sorprendere, essendo il nostro il ‘picchio’ dei musicisti italiani. In effetti, questo ex punk di formazione classica dalla Brianza (amatissimo angolo italiano del buon Stendhal) aveva già dimostrato il proprio amore per l’Avifauna in passato: Ornithology, brano incluso nel suo sottovalutato disco All My Robots, è un tributo ad un altro ambientalista sotto mentite spoglie, Olivier Messiaen, il quale a sua volta ha scritto diverse composizioni ispirate al canto degli uccelli, fra le quali Le réveil des oiseaux e Catalogue d’oiseaux.
Nella sua lunga storia, la musica classica ha sempre provato un certo che per l’ornitologia: dall’imitazione pura (pensiamo ad esempio al canto del cuculo nel Concerto per violino in la maggiore RV 335 di Vivaldi, o l’anatresco oboe usato da Prokofiev nel suo Pierino e il lupo) all’uso di registrazioni (I pini di Roma di Respighi sembra essere uno dei primi esempi attestati), gli uccelli hanno ampiamente popolato le opere di molti compositori, al punto da stimolare la creazione di una branca della musicologia dedicata allo studio della musica del mondo animale, la zoomusicologia. Dunque, la prossima volta che sentirai il riconoscibile suono di un picchio, pensalo come ad una recente aggiunta al catalogo dei volatili amati dai compositori, grazie a Sebastiano De Gennaro (e Louis Andriessen)… “Now give the drummer some”!

Francesco Fusaro

Il Picchio                                                                                                                                         

Woodpecker [1999] – Louis Andriessen

Losing Touch [1994] – Edmund Campion

Unchained Melody [2004] – David Lang -

Coppia di allotropi [2017] – Enrico Gabrielli

Artra [2013] – Nikolay Popov -

 

De Gennaro su il Picchio

“Cosa poteva essere per l’ominide nella preistoria il suono? La percezione del suono ed il suo utilizzo? Non lo sappiamo, o lo sappiamo in parte. Probabilmente passava attraverso la voce, ma contemporaneamente, e forse prima, era la percussione.
Forza gravitazionale: è in questa attrazione naturale della terra che si spiega e si manifesta il gesto del percuotere, ciò che permette di percepire il peso, la caduta ed il suono. Un processo che sul nostro pianeta si ripete ogni momento, da sempre, e che effettivamente può esser considerato l’origine più remota ed arcaica della musica.
Prendiamo ad esempio un animale, il Picchio. La sua percussione è rapida e precisa come se fosse quantizzata da un software ‘beat detective’, è scandita nel tempo con pause non casuali, il timbro varia se il picchio batte sul legno, sul metallo o sulla pietra; è un linguaggio complesso, so che è estremamente antico eppure suona alle mie orecchie spaventosamente moderno. Così è proprio il percuotere del picchio ad essere la perfetta metafora per descrivere ciò che è questo disco: una raccolta di forme e linguaggi musicali complessi che adoperano il mezzo primitivo della percussione.
Percussione ed elettronica, un meraviglioso connubio di genesi e sviluppo, il senso del tempo, l’origine e l’evoluzione.
Il Picchio, l’imminente terza uscita 19’40”, è un disco a cui pensavo da tempo, un’impresa che finalmente realizzo: raccogliere cinque composizioni per percussione sola ed elettronica di autori viventi ed in attività (alcuni molto giovani) che nel DNA contengano il gesto primordiale della percussione ed il suono evoluto dell’era digitale. Louis Andriessen, David Lang, Edmund Campion, Nikolay Popov ed Enrico Gabrielli (la cui composizione Coppia di Allotropi del 2017 prende forma per la prima volta su questo disco) sono i protagonisti de Il Picchio ed assieme alla loro rara e bellissima musica, hanno dato concretezza a quest’opera il violino e la viola di  Yoko Morimyo, il mix di Roberto Rettura, i disegni di Pietro Puccio, le parole e le idee di Francesco Fusaro.”

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